Sfida ai lavaggisti: la penuria d’acqua e le misure delle autorità

lavaggisti il lavaggista

In questa torrida estate segnata dalla calura e dalla siccità, alcune iniziative e consigli ai lavaggisti da parte della International Carwash Association (ICA) potrebbero rivelarsi utili anche in Italia

 

Negli ultimi anni, ondate di siccità sempre più intense hanno colpito gran parte del Nord America. Come conseguenza, in alcune zone degli Stati Uniti le autorità locali si sono trovate costrette a razionare l’acqua a disposizione di abitazioni ed attività commerciali. Nei casi più gravi, si ha anche notizia di lavaggisti costretti alla chiusura temporanea dei loro impianti.

Nei rapporti con le autorità locali e le società idriche, la posizione di ICA  può essere riassunta in due punti fondamentali:

1. I lavaggisti contribuiscono alla salvaguardia della qualità delle acque e alla conservazione delle risorse idriche.

– I lavaggisti professionali impiegano meno dello 0,1% dell’acqua utilizzata quotidianamente in Nord America (fonte: dati U.S. Geological Survey e ICA). In qualsiasi zona, essi consumano molta meno acqua rispetto a ristoranti, alberghi e a numerose altre attività.

– I lavaggisti professionali, se in regola, impediscono alle sostanze inquinanti di penetrare in falda, nei laghi e corsi d’acqua.

2. La chiusura delle attività non rappresenta una soluzione sostenibile.

– Chiudere gli autolavaggi crea disoccupazione.

– Chiudere gli autolavaggi riduce i pagamenti versati per le utenze.

 

Le contromisure della parte pubblica
Durante i periodi di siccità, ogni persona e ogni attività è chiamata a offrire il proprio contributo al risparmio delle risorse idriche. I piani di intervento che le autorità locali e le società idriche adottano in caso di siccità tengono conto di questo principio fondamentale.

 lavaggisti il lavaggistaNel caso degli autolavaggi, ai lavaggisti quindi sarà richiesto di adottare pratiche di conservazione delle risorse idriche come conseguenza dei consumi (l’impronta ecologica) dei loro impianti. Qualora la situazione lo richiedesse, potrebbero imporre la riduzione degli orari di apertura dell’autolavaggio fino ad arrivare alla chiusura temporanea.

Per i lavaggisti, la gestione dei periodi di siccità da parte delle autorità rappresenta sempre un momento critico, in cui è difficile farsi ascoltare e richiedere strategie di emergenza più mirate e meno penalizzanti. Lo sforzo vale comunque la pena perché perlomeno la prossima volta potranno tenere conto anche delle vostre raccomandazioni.

Di seguito viene proposto un elenco di suggerimenti che potrete attuare fin da subito:

 

A proposito della “impronta ecologica”
Se utilizzate acque di ricupero oppure acque grigie o acque reflue depurate, assicuratevi che la clientela ne sia informata a dovere, ad esempio attraverso cartelloni, promozioni e comunicazioni sui media locali.

 lavaggisti il lavaggistaRicordatevi che gran parte della comunicazione con le autorità in tempi di siccità ruota attorno al consumo e all’eventuale razionamento dell’acqua. Per non fare i capri espiatori della situazione, sarà bene prepararsi per tempo e far conoscere le bollette vostre e dei vostri colleghi rispetto a quelle pagate, ad esempio, da alberghi, ristoranti o altre attività presenti nella medesima area. In nove casi su dieci, la categoria associata al minor consumo di acqua sarà proprio quella dei lavaggisti.

Il lavaggista moderno riesce a consumare quantità minime di acqua in rapporto alla sua attività: per fare un esempio un privato che lava la sua auto può sprecare fino a 190 litri di acqua nel giro di 10 minuti. Invece gli impianti di lavaggio professionali sono concepiti per il risparmio dell’acqua e per il minimo inquinamento. Gli ugelli ad alta pressione sono caratterizzati da bassi flussi d’acqua e progettati per ottimizzare l’azione pulente. Inoltre gli impianti moderni sono in grado di riciclare l’acqua utilizzata per il lavaggio e di riutilizzarla per altri lavaggi.

A questo fine, per sensibilizzare lavaggisti e utenti, negli Stati Uniti ICA ha lanciato il programma WaterSavers per inserire l’autolavaggio nel programma nazionale USA di conservazione delle risorse idriche.

 

Creare il proprio piano di emergenza
Come accennato, è bene preparare per tempo piani d’azione e di emergenza che possano essere applicati nei periodi critici. Ecco un esempio:
Primo passo: Se si preannuncia un periodo di siccità, occorrerà per prima cosa modificare le promozioni, i messaggi pubblicitari e le comunicazioni alla clientela e alle autorità, in maniera tale che si sappia che il vostro autolavaggio consuma quantità di acqua ridotte rispetto ad altre attività che nell’immaginario non vengono associate a grandi consumi d’acqua.

Secondo passo: In caso di razionamento, occorrerà modificare i pacchetti di lavaggio o la configurazione dei servizi orientandoli sulle soluzioni a minor consumo di acqua, e facendo in modo che clienti e autorità ne siano informati a dovere.

 lavaggisti il lavaggistaTerzo passo: Se sospettate che il gestore idrico possa arrivare al punto di chiudere i rubinetti, sarà bene preparare in anticipo piani di emergenza specifici per tenere in piedi l’attività, quali ad esempio:

1. E’ possibile far arrivare l’acqua con un’autocisterna?
2. E’ arrivato il momento di eseguire interventi di manutenzione preventiva o di ristrutturazione dell’impianto?
3. E’ possibile potenziare altre attività, come ad esempio la rivendita di prodotti stagionali, il cambio dell’olio o la rimessa a nuovo dei cristalli e dei fanali?

 

fonte: ICA/E. Wulf

 

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Attenzione: benché in linea con le migliori pratiche, i consigli non assicurano la riuscita e non comportano alcuna responsabilità da parte del sito.

 

 

 

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