Reati ambientali: ancora sequestri di autolavaggi

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Il nuovo anno si apre con sequestri e denunce ai lavaggisti da parte delle forze dell’ordine per reati ambientali. I rischi di una non corretta applicazione delle severe norme sull’ambiente.

 

Il rischio non vale la candela, è sempre utile ribadirlo. Per un piccolo imprenditore può essere noioso e costoso restare in regola con le norme ambientali, ma dall’altra parte c’è la severità delle sanzioni, che sono sempre di natura penale e comportano sequestri e guai infiniti per chi ci casca. Come i proprietari di due impianti, uno a Castrovillari (CS) e l’altro a Pietravairano (CE).  

 

Controlli per la salvaguardia dell’ambiente nel cosentino

Nella mattinata del 16 gennaio i Carabinieri di Castrovillari, coordinati dal comando provinciale Carabinieri di Cosenza,  hanno messo in atto una serie di servizi di controllo posti in essere per contrastare il fenomeno dell’abusivismo delle attività artigiane e per la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

L’ispezione mirata sugli autolavaggi della città ha consentito di individuare un locale di Castrovillari di circa 70 mq, posto sotto sequestro, adibito ad autolavaggio, completamente privo delle autorizzazione necessarie all’esercizio di tale attività.

Senza alcuna autorizzazione, inoltre, venivano versati abusivamente i reflui industriali nella condotta dalle fognatura pubblica. Oltre alle contestazioni di carattere amministrativo il titolare dell’attività è stato deferito all’autorità giudiziaria per la violazione delle norme ambientali.

 

Scarico e smaltimento illecito nel casertano

Il 17 gennaio scorso, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Vairano Patenora hanno proceduto al sequestro o di un impianto di autolavaggio automatico ubicato in comune di Pietravairano.

Il titolare è stato ritenuto responsabile di un illecito smaltimento sul suolo delle acque reflue di scarico ivi prodotte e che sono classificate dalla normativa vigente quali “industriali”.

Nel corso del medesimo accertamento è stata ravvisata anche una gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi in quanto la vasca a tenuta per la raccolta dei liquami provenienti dai servizi igienici dell’annesso locale bar era colma e gli stessi tracimavano dalla botola di ispezione disperdendosi nel piazzale antistante e poi sul suolo circostante.

Il titolare dell’impianto di autolavaggio è stato denunciato a piede libero per il reato di scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazione, nonché del mancato svuotamento della fossa settica a tenuta dei liquami provenienti dai servizi igienici a servizio dell’annesso locale bar.

 

Fonte: abmreport.it, casertace.it, caserta.zon.it

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