Operazione Gold Wash: nel mirino la violenza tra bande e la manovalanza minorile

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Un’estate caldissima anche per gli autolavaggi irregolari: denunce, sequestri e multe nel Centro  e  Sud Italia. A Cassino e Frosinone smantellata un’organizzazione criminale di egiziani.

 

E’ stata battezzata Gold Wash l’operazione della polizia che a inizio agosto ha passato al setaccio il mercato degli autolavaggi del centro Italia: otto le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ben sessanta attività interessate dalle indagini.

Le imprese facevano capo ad alcuni degli egiziani che ora sono finiti in manette per le violenze avvenute a Cassino e a Frosinone tra il maggio 2016 e il maggio 2017 e che hanno coinvolto esponenti di bande diverse.  Gli episodi  accertati fanno pensare che la faida probabilmente sia estesa a gran parte del Centro Italia dove sono presenti attività commerciali e chi ha cercato di ribellarsi ha subito dapprima minacce  e poi vere e proprie aggressioni con l’uso di spranghe, bastoni e coltelli.

 

Manovalanza minorile, i nuovi schiavi

Ma c’è dell’altro. Le suddette sessanta attività di autolavaggio gestivano un business di oltre 3 milioni di euro l’anno che si basava, oltre che su una rendicontazione economico-fiscale tutta da controllare,  soprattutto sul bassissimo costo della manodopera: gli  investigatori parlano di un 80% di manovalanza minorile utilizzata per un lavoro quasi ininterrotto e pagata 20 euro a fine giornata.

Un esercito di minori extracomunitari  non accompagnati, quelli sistemati nelle cooperative dopo una traversata che spesso devono anche ripagarsi, che venivano poi impiegati in nero negli autolavaggi.

 

Tutta  questa filiera doveva però essere mantenuta e protetta dalla concorrenza. Ecco allora le bande in guerra che, per mantenere il monopolio commerciale, ricorrevano ad una vera e propria strategia della tensione, seminando violenza anche nei centri delle città di Cassino e Frosinone, le più colpite, davanti a cittadini allibiti e stanchi di subire e che ora hanno visto uno spiraglio di giustizia.

 

Spostandoci un po’ più a sud…

I controlli negli autolavaggi di Catania hanno portato, invece,  a provvedimenti di diverso tipo:  dalla denuncia per smaltimento illegale delle acque reflue per il titolare di un autolavaggio del centro alle sanzioni amministrative per altri due proprietari di car wash.

Uno di questi non aveva inviato alle autorità competenti i registri di carico e scarico delle acque reflue mentre l’altro lavorava senza autorizzazione per lo scarico delle acque sporche impiegando, tra l’altro, un operaio extracomunitario senza permesso di soggiorno.

 

Fonti: ciociariaoggi.it, cataniatoday.it

Photo credit: Polizia di Stato

 

 

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