Luce e gas 2018, batosta per le piccole imprese

imprese, il lavaggista, lavaggisti

Dal 1° gennaio 2018, per piccole imprese e famiglie tipo nei servizi di tutela, rincari delle bollette: energia elettrica +5,3%, gas +5%.

 

Anno nuovo vita vecchia! E’ proprio il caso di dirlo, ribaltando il classico beneaugurante proverbio (vita nuova). Perché è ormai tradizione che, sotto l’albero di Natale o nella calza della Befana, arrivino aumenti delle tariffe. Così, dal 1° gennaio 2018, in base a quanto previsto nell’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le piccole imprese e le famiglie tipo nei servizi di tutela, le bollette dell’energia elettrica e del gas aumentano, rispettivamente, del +5,3% e del +5%, come recita il comunicato dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi).

 

 

Bollette pesanti

 

Il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per piccole imprese e cliente tipo sarà di 20,626 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse, così suddiviso (centesimi di euro e % su totale bolletta): 8,35 (40,48%) costi di approvvigionamento dell’energia; 1,67 (8,12%) commercializzazione al dettaglio; 3,87 (18,75%) servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della trasmissione e distribuzione, qualità; 4,05 (19,65%) oneri generali di sistema; 2,68 (13%) imposte (Iva e accise).

 

Per quanto riguarda il gas naturale, queste le “voci” della batosta (sempre in centesimi di euro e % su totale bolletta): 6,25 (34,23%) approvvigionamento gas naturale e attività connesse; 5,08 (6,62%) vendita al dettaglio; 13,93 (18,17%) servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità; 2,47 (3,22%) oneri generali di sistema; 28,96 (37,76%) imposte (di cui accise 19,94%, addizionale regionale 2,65%, Iva 15,17%).

 

 

Allarme Confartigianato

 

L’allarme sul pericolo “tariffe extralarge” era già stato lanciato da Confartigianato all’inizio dello scorso dicembre, ritenendolo un aggravio ulteriore per le piccole e micro imprese, asset portante dell’economia italiana, che, tra l’altro, hanno trainato l’export del nostro paese con +5,6% negli ultimi dodici mesi.

 

Una stangata che andrebbe (già era nell’aria un mese fa) ad aggiungersi “ai maggiori costi che le piccole imprese già pagano oggi – avvertiva Eugenio Massetti, Delegato per l’energia di Confartigianato – a causa dell’assurda disparità di trattamento nella distribuzione degli oneri generali di sistema: consumano il 25% di energia e pagano il 35% degli oneri, per una cifra complessiva che, nel 2016, è arrivata a 5,6 miliardi di euro”.

 

 

Fonte: Confartigianato, Aeegsi

Photo credit: qualenergia.it

 

 

 

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