L’Italia punta raddoppiare i distributori di metano

distributori di metano

Fca, Snam e Iveco siglano un accordo con l’obiettivo di raddoppiare il numero dei distributori di metano a e triplicare il parco circolante dei veicoli alimentati con questo carburante

Raddoppiare le stazioni di rifornimento per far sì che, da qui ai prossimi dieci anni, il numero di auto a metano in circolazione nel nostro Paese possa triplicare.
È questo uno degli obiettivi dell’accordo tra Fca, Snam e Iveco, firmato nei giorni scorsi a Roma alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, di Alfredo Altavilla (Ceo di Fca per l’area Emea), di Pierre Lahutte (brand president di Iveco) e Marco Alverà (Ceo di Snam).
La strada tracciata da questo accordo è quella di aumentare contemporaneamente domanda e offerta.
Da una parte, Fca e Iveco intendono sviluppare ulteriormente le loro gamme di veicoli a gas naturale; dall’altra, Snam, leader europeo nella realizzazione e gestione delle infrastrutture per il mercato del metano, investirà 200 milioni di euro, nei prossimi cinque anni, per favorire lo sviluppo degli impianti per il rifornimento di metano.

2200 stazioni per tre milioni di auto

Oggi sulle strade italiane si contano 900.000 vetture alimentate a gas naturale, una cifra che è più che raddoppiata rispetto al 2005, quando il parco auto era fermo a 345.000 unità.
Parallelamente è cresciuto anche il numero di distributori di metano, che al momento sono 1.100 su tutto il territorio nazionale, seppur ripartiti in modo disomogeneo (si va dai 192 dell’Emilia Romagna all’uno soltanto della Valle d’Aosta). L’obiettivo dichiarato da Fca, Snam e Iveco di voler arrivare a 2.200 stazioni e tre milioni di auto entro il 2026 non sembra quindi troppo azzardato, soprattutto se si pensa che l’Italia è il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione, con oltre un miliardo di metri cubi consumati.
Ma il metano non è solo per le auto: se il suo utilizzo si estende ai mezzi pesanti e ai bus del trasporto pubblico, allora l’impatto ambientale della sostituzione comincia a essere significativo. Convertendo a metano meno del 4% del totale del parco circolante, si potrebbero ridurre le emissioni di particolato di ben il 99%.

Per i consumatori, invece, si parla di risparmi fino a 800 milioni di euro in cinque anni, calcolati sulla base dei prezzi del petrolio degli ultimi mesi, storicamente tra i più bassi.

Fonte: Utilitalia
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