Gli autolavaggi e la legge sulle “ vending machine ”

vending machine

Secondo Confesercenti la disciplina della legge 127/15 riguarderebbe i soli terminal di pagamento degli impianti automatici di lavaggio installati dopo il 1 gennaio 2017. Previsto un regime transitorio fino al 31 dicembre 2022.

Da metà settembre il mondo dell’autolavaggio è in subbuglio a causa della direttiva dell’Agenzia delle Entrate in applicazione del decreto legge 127/15 riguardante l’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi per operazioni effettuate tramite “ vending machine ”.

Alla luce della direttiva dell’Agenzia delle Entrate, questa legge, che si pensava inizialmente limitata agli onnipresenti distributori automatici di bevande e merendine ( vending machine ), sembra coinvolgere anche i sistemi automatici di pagamento degli impianti di autolavaggio, ponendo a carico dei lavaggisti una serie di oneri riguardo, ad esempio, le modalità della trasmissione telematica degli incassi, la geolocalizzazione, l’apposizione del numero di matricola sugli apparecchi, solo per citarne alcuni.

Tutto ciò comporterebbe da parte dei lavaggisti  “investimenti e una diversa organizzazione del lavoro” secondo le parole di Giuseppe Sperduto, Presidente di Assolavaggisti-Confesercenti pronunciate l’11 ottobre scorso in un suo intervento in occasione della fiera Oil&nonoil di Verona.

Un po’ di chiarezza

Su questo tema il 20 ottobre scorso l’Ufficio Tributario di Confesercenti ha diffuso una nota interpretativa riguardo la legge sulle vending machine con l’obiettivo di fare un minimo di chiarezza sulla questione. Ecco di seguito i punti principali della nota.

vending machine– Nell’ambito di un’attività di autolavaggio, un impianto di “lavaggio manuale a gettoni” non essendo dotato di alcuna memoria e svolgendo di fatto solo un servizio di “messa a disposizione” a tempo degli strumenti utili per il lavaggio, non risulterebbe soddisfare in alcun modo il presupposto oggettivo per quanto sia indubbio che lo stesso presti un oggettivo servizio al fruitore.
Tale tesi è sostenuta anche dal fatto che tali tipologie di impianti non sono collegati ad alcuna periferica di pagamento in quanto funzionanti solitamente con gettoni ad hoc aventi un valore nominale unitario.

– Al contrario, sempre nello stesso ambito, l’impianto “completamente automatizzato”, che ha una memoria ed, al contempo, eroga un servizio di lavaggio più completo al fruitore senza che egli debba far nulla se non inserire il corrispettivo previsto nella collegata periferica di pagamento, ricadrebbe in maniera molto più naturale nel presupposto oggettivo definito dalla norma.

– E’ specificato che l’obbligo della memorizzazione e trasmissione telematica verrà assolto mediante soluzioni tecniche che, tenendo conto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo delle vending machine in essere alla data del 1 gennaio 2017, consentano di non incidere sull’attuale funzionamento degli apparecchi in essere; pertanto, al fine di garantire un passaggio al nuovo regime secondo i principi di “normali tempi di obsolescenza e rinnovo” degli apparecchi è stato definito un percorso di “fiscalizzazione graduale” delle vending machine, costituito da una soluzione “transitoria”, da utilizzare non oltre il 31 dicembre 2022 e una soluzione “a regime” che verrà disciplinata con successivo Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

In conclusione…

Da quanto sopra, si capisce che la della legge 127/15 si applica agli impianti automatici con terminal di pagamento, ma solo se installati dopo il 1 gennaio 2017. Gli impianti self service a gettone (piste self service, aspiratori ecc.) invece rimarrebbero fuori dalla disciplina.
Gli eventuali distributori automatici di bevande e merendine presenti all’interno dell’autolavaggio (le vending machine vere e proprie)  sono ovviamente sottoposti alla legge, ma tutti gli oneri non saranno a carico del lavaggista, bensì delle società proprietarie dei distributori stessi.

vending machineResta da chiarire che cosa accadrà alla scadenza del regime transitorio il 31 dicembre 2022, ad esempio ai terminal di pagamento dei portali automatici installati prima del 1 gennaio 2017: dovranno essere aggiornati oppure sostituiti?

Sempre nella conferenza dell’11 ottobre Giuseppe Sperduto ha avvertito: “Assolavaggisti interverrà sull’Agenzia e in sede di Governo per fare chiarezza e cercare di evitare appesantimenti burocratici per le nostre imprese. Ma ciò è possibile solo se esiste una forte rete di imprese che si mobilitano per difendere i loro interessi”.

 

Fonte: Assolavaggisti-Confesercenti
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Photo credit terminale: WashTec
Photo credit Giuseppe Sperduto: EnneviFoto

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