Energia, dal 1° aprile bollette double face

antitrust, il lavaggista, lavaggisti

Più 2,9% la bolletta elettrica. Meno 2,7% quella del gas. Queste le variazioni relative al secondo trimestre 2017. Ma sulle bollette, tutte, pesano tasse e oneri vari.

C’è una notizia buona e una cattiva. Cominciamo da quella cattiva, per poi tirarci su di morale con quella buona. Quella cattiva è che dal 1° aprile le bollette dell’energia elettrica crescono del 2,9%. Quella buona è che, dallo stesso giorno, quelle del gas calano, invece, del 2,7%. Questo, secondo l’Autorità per l’energia elettrica il gas e la rete idrica (Aeegsi), quanto prevede l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e le piccole utenze (lavaggisti inclusi) in tutela per il secondo trimestre 2017.

Risparmio fasullo?

Ma spesso, come accade dalle nostre parti, non è oro tutto quel che luccica. Bolletta del gas meno cara. E su questo non ci piove. Ma quanto inciderà sulle nostre tasche, visto che ormai, al netto delle bizzarrie di un clima sempre più imprevedibile, ci si avvicina inesorabilmente alla stagione bella/calda? Per farla breve, se il gas costa meno ma ne consumo pochissimo, tanti saluti e baci…

Drastico, al riguardo, il commento dell’Unione Consumatori, visto che “da aprile a luglio nessuno potrà usufruire della riduzione del prezzo del gas, essendo i riscaldamenti spenti”. Bingo!

Bolletta malandrina…

Quanto ai risparmi, la notizia cattiva (elettricità più cara) diventa ancora più perfida se andiamo a vedere le “voci” che la compongono (non certo da oggi). Voci che fanno lievitare la fattura energetica dell’intero sistema Paese, rendendolo meno competitivo rispetto al resto d’Europa. Nel 2014, ad esempio, secondo supermoney.eu, per le imprese italiane il costo dell’energia elettrica per kWh ha superato addirittura dell’8% quello sborsato dalle consorelle francesi. Molti i motivi. Tasse e oneri vari, soprattutto.

E i numeri parlano chiaro. Dal 1° aprile, i 19,183 centesimi, prezzo al kWh per il cliente tipo/piccole utenze, è così suddiviso: 38,55% costi di approvvigionamento dell’energia; 8,65% commercializzazione al dettaglio; 20,61% servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della trasmissione e distribuzione, qualità; 18,89% oneri di sistema; 13,30% accise e Iva. Buona notte al secchio!

Fonte: Aeegsi
Photo credit: ovoenergy.com

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