Il diesel senza trucco

Euro 5

Resi noti dal Ministero dei Trasporti i risultati dei test condotti su 18 auto diesel Euro 5. Accertata l’assenza di dispositivi di manipolazione non consentiti dalla legislazione.

Ieri 2 marzo, Il Ministero delle  Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato il “Report finale del programma di prove per la valutazione del comportamento emissivo di vetture diesel Euro 5 commercializzate in Italia con prove in laboratorio e su pista” realizzate dal CNR per conto del Ministero.

Dopo il “dieselgate”

Come indica una nota diffusa dal Ministero, il Report finale, trasmesso alla Commissione europea, riporta gli esiti della campagna di verifica sulle emissioni dei veicoli ed in particolare quelli rispondenti ai requisiti Euro 5 b previsti dal Regolamento 715/2007/CE avviata  dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  da gennaio 2016 a seguito del “dieselgate” del settembre 2015.
La campagna di prove è stata effettuata sulla base di una convenzione stipulata con l’istituto Motori del CNR di Napoli, con la supervisione del Centro Prove Autoveicoli di Napoli e del Centro Prove Autoveicoli di Torino, entrambi organismi del Ministero-Direzione Generale per la Motorizzazione.

Il  Report finale supera, quindi, per completezza la prima versione trasmessa il 27 luglio 2016 alla Commissione europea ed alla commissione EMIS del Parlamento europeo.
Il Report contiene le prove condotte dal Mit su 18 veicoli (17 modelli) che rappresentano circa il 70% del parco Euro 5b circolante in Italia.
Non rientrano nel resoconto i 7 veicoli VW sui  quali la Procura di Verona ha aperto un’indagine giudiziaria a parte e i cui test sono ancora in corso.
Le vetture testate, tutte con meno di 36.000 km, sono state messe a disposizione da parte dei costruttori tramite la propria rete di concessionari in Italia.

Verifiche mirate

Il protocollo di prova è stato messo a punto al fine di poter discriminare comportamenti emissivi anomali di autovetture Diesel rispondenti agli standard emissivi europei Euro 5; i cicli individuati per il test delle vetture sono in linea con quelli previsti dal protocollo di prova definito dal Centro di ricerca JRC della Commissione Europea.
Il protocollo prevedeva una prima serie di test con la vettura installata sul banco a rulli, ovvero secondo il ciclo omologato “NEDC cold” attualmente in vigore.
E’ stata anche svolta una successiva serie di test con la vettura guidata su pista: in alcuni casi si tratta di cicli di omologazione, in altri di cicli sperimentali volontariamente aggiunti dal MIT.

Sulla base dei test  non è stata riscontrata la presenza di dispositivi di manipolazione non consentiti dalla legislazione sulle emissioni inquinanti vigente nella UE (Regolamento 715/2007/CE), dispositivi cui la Volkswagen ha ammesso di aver fatto ricorso nei propri modelli.
Ecco i modelli testati: BMW 118, Opel Astra, Mercedes CLA, Ford S-Max, Mercedes E220, VW Tiguan (2 veicoli), Ford Focus, Dacia Sandero, Renault Laguna, Renault Clio, Alfa Romeo Giulietta 2.0, Alfa Romeo Giulietta 1.6, Cherokee 2.0, Lancia Y 1.3, Fiat Panda, Fiat Doblò, Fiat 500L

Clicca qui per accedere al report (pdf)

Fonte/photo credit: Ministero dei Trasporti

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