BEI, piatto ricco per le PMI

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Nel 2016, il 42% dei finanziamenti BEI nel nostro Paese è andato alle piccole e medie imprese, che si piazzano al primo posto tra i settori che ne hanno beneficiato. Quasi 36.000 le imprese coinvolte.

Al di là delle frequenti invettive contro i “burocrati” di Bruxelles – indubbiamente motivate, ma a volte facile alibi per giustificare le “inefficienze” (e altro…) di casa nostra -, anche nel 2016 cospicui i finanziamenti UE ottenuti dalle PMI italiane. Un bel “malloppo” sborsato dal Gruppo BEI, organismo a due facce: BEI, Banca europea per gli investimenti e FEI, Fondo europeo per gli investimenti.

Quadro Italia

Un quadro Paese – tracciato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e aggiornato allo scorso 12 gennaio – dice che il Gruppo BEI, negli ultimi cinque anni, ha finanziato in Italia nuove operazioni per 52,2 miliardi, attivando investimenti pari a 149,9 miliardi.
Riferendosi poi al solo 2016, la ripartizione dei finanziamenti per settori vede al primo posto le PMI, che si ritagliano il 42% della fetta, seguite dai settori Trasporti (21%) ed Energia (12%). Mentre l’Industria occupa la quarta postazione (8%), davanti al settore Idrico cui va il 6% dei finanziamenti. A pari merito (4% entrambi) i settori Istruzione e Sviluppo Urbano, seguiti da Servizi (2%) e, fanalino di coda, Infrastrutture (1%).

Occasione da non perdere

Relativamente ai dati specifici riguardanti le PMI, il report del Mef indica in 35.900 le Piccole e medie imprese “sostenute” nel 2016, che pesano per circa 682.000 posti di lavori. Quanto agli importi dei finanziamenti: a poco più di 4,1 miliardi di euro ammontano i prestiti BEI (importo medio 398 mila euro), mentre superano di poco 1,3 miliardi di euro i fondi usciti dalle tasche del FEI (equity, garanzie, microfinanza).
Belle cifre, in linea con il trend degli ultimi 5 anni, che vede oltre 97.000 le PMI sostenute dal Gruppo BEI (quasi 36 mila da BEI e oltre 60 mila da FEI), per complessivi 22,6 miliardi di euro
Insomma, uno strumento da sfruttare. Anche per chi ha poca dimestichezza con carte, documenti, procedure e uffici vari. Basta contattare le sede romana della BEI in Italia, oppure – un modo probabilmente più semplice – rivolgersi alle Associazioni di settore. Rientra nei loro compiti. E le si paga anche per questo.

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze
Photo credit: Askanews

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