Autolavaggi in Italia: +30,4% nel periodo 2011-2016

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Tra le regioni italiane con il maggiore tasso di crescita vi sono Trentino e Veneto, ma soprattutto il Lazio con il 103% in più. Uno sguardo più attento ai componenti  di questa crescita svela tuttavia una realtà con molte ombre.

 

Secondo gli ultimi dati raccolti da Cerved e resi noti dall’Osservatorio Autopromotec, dal 2011 al 2016 il numero delle imprese di autolavaggio in Italia è passato dalle  5.248 alle 6.845 unità. In sei anni, quindi, vi è stato un aumento di 1.597 imprese, che corrispondono ad una crescita del 30,4%.

Un vero boom che però, come vedremo, nasconde alcuni lati oscuri, legati soprattutto alla tipologia delle imprese in alcune zone del paese.

 

 

Italia, il lavaggista, lavaggistiUn settore in espansione

 

A vedere i numeri, non c’è dubbio: c’è tutto il dinamismo di un settore che sull’intero territorio nazionale sta attraversando un periodo di fortissima espansione.

Come sottolinea l’Osservatorio “negli ultimi tempi, infatti, l’innovazione tecnologica che caratterizza il comparto dell’autolavaggio sta procedendo sempre più velocemente”. Inoltre “sulla spinta delle esigenze di economicità e di efficienza ambientale, il settore è attualmente in grado di proporre impianti particolarmente innovativi, come ad esempio quelli che consentono risparmi sull’impiego di risorse idriche, oppure quelli che producono una parte dell’energia mediante pannelli solari termici o alimentati con fotovoltaico”.
L’Osservatorio Autopromotec fornisce anche una graduatoria delle regioni in base al tasso di crescita delle imprese di autolavaggio. Come mostra la tabella, in testa alla graduatoria delle regioni in crescita negli ultimi sei anni c’è il Lazio (+103,1%), seguito dal Trentino Alto Adige (+51,6%) e dal Veneto (+40,6%). In coda alla graduatoria troviamo invece la Sardegna (+9,1%), la Valle d’Aosta (+7,7%) e la Basilicata (+4,9%). La regione in cui al 2016 è presente il maggior numero di autolavaggi è il Lazio (975), seguito da Lombardia (811), Campania (800) e Sicilia (780). In totale, queste quattro regioni ospitano quasi la metà di tutte le imprese di autolavaggio del Paese.

 

 

I dubbi e le proposte delle associazioni

 

Ma veniamo al “lato oscuro” di questa straordinaria espansione del mercato. Le statistiche di un’altra fonte (Confcommercio), indicano che oggi gli autolavaggi sono gestiti per il 17,2% da imprese straniere, ma a Roma si arriva addirittura al 74,1%.

Quali sono le ragioni? L’Osservatorio di Confcommercio va dritto al cuore del problema: queste attività “praticano forme di concorrenza sleale”. A fronte di questo rilievo, il segretario generale dell’associazione, Mauro Bussoni, ha chiesto di “procedere ad un piano di controllo accurato dei settori che, dati alla mano, appaiono più a rischio di irregolarità”.

 

Una posizione sostanzialmente condivisa dall’associazione di categoria Assolavaggisti-Confesercenti, pure se in maniera più articolata.

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Giuseppe Sperduto, presidente di Assolavaggisti (foto Ennevi)

In una nota, il presidente Giuseppe Sperduto commenta infatti: “La nostra considerazione è presto fatta: cresce il numero, cresce la concorrenza, ma sale anche la dequalificazione del settore. Si tratta, per tanti aspetti, di uno sviluppo distorto del mercato”.

In particolare, riguardo ai dati del Lazio e soprattutto di Roma, Sperduto sottolinea che “i lavaggi a mano si sono diffusi da qualche anno, a centinaia, ora è stato posto un freno grazie ad una circolare comunale che ha uniformato le autorizzazioni e soprattutto i controlli, ma non basta”.

 

A questo punto la proposta di Assolavaggisti è chiara: “Occorre produrre un salto di qualità sostanziale e amministrativo: noi proponiamo che si renda, per tutte le attività di lavaggio, obbligatoria l’istruttoria prevista dall’autorizzazione unica ambientale, anche per le piccole attività artigianali. Non dovrà più essere possibile porre o mantenere in esercizio una attività senza le prescritte autorizzazioni e controlli, di natura ambientale e fiscale”.

 

Fonti: Cerved, Osservatorio Autopromotec, Osservatorio Confcommercio, Assolavaggisti, Ansa

Photo credit apertura 

 

 

 

 

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