Auto sostenibile, gas contro elettrico?

sostenibile, il lavaggista, lavaggisti

Car sharing, metano, una nuova benzina con 15% metanolo e 5% bioetanolo, green diesel. Questo il futuro immediato dell’auto secondo Eni e Fca. Niente elettrico? Ma l’Enel non ci sta.

 

Un futuro sempre più sostenibile dovrà coniugarsi con la mobilità anch’essa sempre più sostenibile. E su questo non ci piove. Non a caso, il tema delle auto “alternative” è di crescente attualità. Una arena, quella dell’auto pulita, dove, al di là di lodevoli intenti, i grandi player fornitori di energia, visti i grossi e legittimi interessi in gioco, mettono in tavola ciascuno le proprie carte. Come sta succedendo in casa nostra.

 

Accordo tra due…

Tutto inizia con l’accordo siglato tra Claudio Descalzi, Ceo di Eni e Sergio Marchionne, ad di Fca, che delinea l’identikit dell’auto (sostenibile) del futuro: car sharing, metano e tecnologie di cattura della CO2 per produrre altro carburante, dando il benservito al carbone e alla dipendenza dai fossili. Un accordo siglato a Palazzo Chigi alla presenza dello stesso Paolo Gentiloni, anche se il governo si dice tecnologicamente neutrale.

Il progetto, comunque, nasce da una partnership già consolidata tra i due “colossi”: è del 2013 il programma di car sharing di Eni, “Enjoy”, che sarà rafforzato con il lancio, a inizio 2018, di un nuovo servizio di van-sharing chiamato “Enjoy-cargo”, basato sui furgoni Fiat Doblò (20% della flotta alimentata a metano). Ma si guarda avanti: già oggi Eni e Fca stanno lavorando per una benzina con il 20% di carburanti alternativi (15% metanolo, 5% bioetanolo) e sul green diesel. Questo il futuro dell’auto, secondo i due super manager.

 

…ma il terzo dice no

Con forti perplessità sull’elettrico, come aveva detto Marchionne tempo addietro: “forzare l’introduzione dell’elettrico senza prima risolvere il problema di come produrre l’energia da fonti pulite rappresenta una minaccia per il pianeta”, con la postilla di stare attenti “a non puntare sul cavallo sbagliato”.

Una “boutade”, la definisce Francesco Starace, ad di Enel, che da tempo scommette sull’auto elettrica o, meglio, sulle colonnine di ricarica. E risponde per le rime: i grandi gruppi automobilistici che stanno puntando sull’auto elettrica “sarebbero tutti stupidi e cercherebbero di minacciare il pianeta? Io non credo”.

 

E una conferma che l’auto elettrica non sia figlia di un dio minore viene anche da Volkswagen, che ha deciso di investire 34 miliardi di euro entro il 2022 nella macchina del futuro: sia auto elettrica (e ibrida) sia auto a guida autonoma.

 

Fonte: E-gazette.it

Photo credit: Eni

 

 

 

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